Nuovo fabbricato residenziale in zona Garegnano, Milano.
Esternamente, il fabbricato si presenta come una cortina edilizia continua. Tale cortina si compone di due pesanti blocchi in laterizio identici fra loro, affacciati sulle due strade. Entrambi i blocchi sono alleggeriti da due ampi sfondati, dove trovano posto le terrazze – parte aggettanti e parte complanari al fronte – e le porzioni maggiormente vetrate degli appartamenti. A piano terra, i due sfondati si concludono con due vuoti che lasciano percepire il sistema degli ingressi ai corpi scala e la presenza del retrostante cortile interno. In tal modo la cortina edilizia, che chiude il lotto come uno scrigno protetto, risulta, alla quota del marciapiede, permeabile allo sguardo, permettendo la percezione dell’ampio spazio interno trattato a giardino.
I due blocchi identici che caratterizzano i due fronti sono legati fra loro da un terzo elemento, ai piedi del quale trova posto l’ingresso principale al fabbricato. Questo terzo elemento si differenzia dai primi due sia per finitura esterna che per forma. Se quindi, da una parte, l’edificio si presenta come un elemento fortemente unitario e riconoscibile; d’altra parte, la differenziazione compositiva in blocchi distinti ne evita la monotonia e rimanda, per assonanza, alla costruzione per addizioni tipica dei fronti residenziali del centro storico, cercando così un dialogo a distanza col paesaggio, tipicamente milanese, della città compatta.
L’intero fabbricato crea un diaframma (come detto, parzialmente permeabile alla vista) che separa nettamente il cortile interno dalle strade circostanti. Il parziale risvolto del fabbricato sul lato sud del lotto allude alla chiusura di una vera e propria corte, sia pur incompleta. Lo spazio del cortile si può così percepire come un vero e proprio hortus conclusus, protetto dal fabbricato stesso. Se, da un lato, questa modalità di edificazione a perimetrazione di un vuoto interno rimanda alla casa a corte urbana tipica del tessuto storico del centro; d’altra parte, per proporzioni ed estensione, l’impianto tipologico tende ad alludere anche alla corte rurale tipica del paesaggio agricolo della Pianura Padana. In questo modo il fabbricato, senza rinunciare ad un carattere prettamente urbano, trova un’assonanza con l’elemento rustico della cascina, stabilendo così un dialogo con le preesistenze rurali del contesto e partecipando alla costruzione di una periferia intesa anche come “campagna urbanizzata”.
Il progetto, redatto in collaborazione con l’arch. Gianluca Volpi, è stato elaborato nell’ambito di una procedura convenzionata concertata con gli Uffici Comunali. Nonostante l’esito positivo della procedura, l’intervento non ha avuto seguito a causa di mutate esigenze della Proprietà.
