Progetto di concorso “Il lago in piazza”, Laveno Mombello (VA).

Principale intento del progetto è quello di mettere a sistema i diversi spazi di cui si compone secondo una logica di unitarietà nella varietà, incrementando la connessione, visiva e funzionale, del centro abitato con il Lago.

La geometria che governa il progetto prende le mosse da due “segni” di connessione funzionale e concettuale. Uno, più breve, che connette via Labiena al porticciolo, attraversando l’area della ex Rotonda di Viale Porro. L’altro, più lungo, che connette via Labiena all’affaccio aperto sul lago, attraversando e mettendo a sistema p.zza Matteotti e p.zza Caduti del Lavoro.

Entrambi questi due “segni”, che individuano i principali percorsi di attraversamento protetto della strada provinciale, sono tanto elementi di connessione funzionale, quanto linee generatrici delle nuove geometrie che caratterizzano i rispettivi ambiti, superando l’attuale separatezza degli spazi in un disegno aperto e unitario che “avvicina” l’abitato al Lago.

L’ambito di P.zza Matteotti / P.zza Caduti del Lavoro è congegnato come un’unica grande piazza, in lieve pendenza, che scende da via Labiena (in questo tratto resa parte integrante della piazza, con la rimozione di ogni elemento di separazione e un opportuno raccordo delle quote di pavimentazione) fino alla sponda del Lago. Il nuovo segno connettivo che unisce via Labiena all’affaccio sul lago diventa l’elemento generatore di una geometria obliqua rispetto ai fronti urbani, che orienta le due piazze secondo una reciproca continuità.

Il progressivo dislivello fra il percorso e la piazza viene risolto con una scalinata di altezza crescente, sulla quale trovano posto una serie di sedute lignee, che normalmente possono essere utilizzate come semplici panchine panoramiche dove sostare, ma che si prestano altresì ad essere utilizzate come una sorta di cavea teatrale in occasione di allestimenti della piazza per spettacoli, proiezioni o eventi, con la mirabile scenografia costituita dalla vista del lago e dei monti in lontananza.

Dall’altro lato, il percorso in rampa viene separato dal porticciolo da una sottile fascia terrazzata, sulla sommità della quale viene ricollocata la statua di San Francesco, oggi presente nella piazza.

Nei terrazzamenti che digradano dalla statua, viene allestita la “Fontana della Biodiversità Lacustre”, che, alimentata delle acque “vive” del Lago, si propone di esemplificare la specificità del clima lacustre e della sua particolare vegetazione.

Il progetto prevede la conservazione di elementi caratteristici originali – quali parapetti, sponde, alcuni lampioni – cui si accostano nuovi elementi caratterizzati da geometrie essenziali e da materiali e colori adatti a fondersi con il contesto, pur senza creare anacronismi e “falsi storici”. Continuità e diversità rispetto alle architetture preesistenti generano, come è tipico del divenire storico urbano, interessanti dialoghi fra stili e geometrie appartenenti a diverse epoche, dove elementi contemporanei ed elementi storici, pur fondendosi per cromatismo e caratterizzazione materica, si valorizzano l’un l’altro rispettando la reciproca coerenza e specificità.